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Chery, strategia ispirata a Toyota e Tesla

Chery Barcellona

Chery sta disegnando la propria espansione globale guardando a modelli industriali molto diversi. Secondo quanto dichiarato dal suo amministratore delegato, l’azienda sta infatti impostando una strategia ispirata a Toyota e Tesla, sintetizzata internamente come “doppia T”: da un lato la ricerca di qualità e affidabilità nel lungo periodo, dall’altro l’attenzione alla tecnologia e alla capacità di attrarre soprattutto un pubblico più giovane. È un posizionamento che prova a tradurre l’ambizione di crescere oltre la competitività sul prezzo in un progetto più ampio, basato su standard produttivi e innovazione tecnologica.

Chery si ispira a Toyota e Tesla

In Europa, l’asse principale sembra passare da Barcellona. Chery sta valutando un aumento della capacità produttiva nello stabilimento spagnolo dove opera tramite una joint-venture, legata anche al progetto del marchio Ebro. In parallelo, l’azienda sta cercando ulteriori opportunità di condivisione di impianti di produzione con case automobilistiche europee: l’obiettivo è ridurre la dipendenza da grandi spedizioni tra Paesi e, invece, aumentare la produzione “a distanza ravvicinata” dai mercati di vendita. Secondo il presidente Yin Tongyue, l’idea di collaborazione può tradursi in vantaggi concreti come la condivisione di profitti e modelli, senza entrare però nei dettagli delle possibili partnership e dei Paesi coinvolti.

Strategia di espansione

La spinta di Chery si inserisce in un contesto in cui i produttori cinesi stanno cambiando gli equilibri dell’intera industria automobilistica, soprattutto grazie ai veicoli elettrici a prezzi difficili da eguagliare per i costruttori tradizionali. Le vendite di Chery sono cresciute rapidamente negli ultimi anni: lo scorso anno l’azienda ha venduto 2,8 milioni di auto, con un incremento di quasi l’8% rispetto all’anno precedente, e nel frattempo ha lanciato marchi internazionali come Omoda e Jaecoo, con l’obiettivo di raggiungere il traguardo di un milione di veicoli venduti entro il 2027. Nonostante la crescita, la concorrenza resta intensa: la rivale BYD vende volumi nettamente superiori e il mercato domestico è descritto come attraversato da una guerra dei prezzi che, secondo Yin, potrebbe portare a una selezione “inevitabile” nel giro di pochi anni.